Introduzione

Il diabetico felice in viaggio

Per chi è affetto da diabete allontanarsi dai propri luoghi abituali può essere meno comodo che per altri. E’ fondamentale portare sempre con sé tutto quanto è necessario, specialmente se ci si allontana da casa per più giorni.

Ovunque si pensi di andare, alcune cose sono importantissime:

- Il certificato medico (anche in inglese, se si vuole affrontare un viaggio all’estero), con la propria diagnosi, il piano delle terapie redatto dal medico, la segnalazione di eventuali complicazioni.
- I dispositivi per il monitoraggio della glicemia e la somministrazione di insulina.
- Ricetta medica della propria ASL per evitare di dover pagare l’insulina a prezzo pieno qualora ci si spostasse di regione.
- Una RELAZIONE della propria situazione con indicazioni delle terapie in atto e recapiti completi del proprio medico specialista.

In occasione di un viaggio all’estero, a quanto indicato qui sopra si può aggiungere una adeguata scorta di siringhe e insulina, per almeno una settimana oltre il termine del viaggio previsto. Teniamo presente che in tutti i Paesi tipi, dosi, concentrazioni possono essere differenti da quelle a cui siete abituati.

Il nostro invito agli operatori turistici

Ma a queste utili (e note) raccomandazioni, noi de Il Diabetico Felice vogliamo aggiungere un augurio: che cioè qualche operatore turistico (nel settore delle crociere, ad esempio) voglia inventare viaggi riservati ai diabetici ed ai loro accompagnatori.
Viaggi nei quali tutte le meraviglie che i cuochi riservano ai viaggiatori siano adatte ai diabetici, evitando quel senso di frustrazione che spesso ci fa rinunciare a molte occasioni piacevoli.

Viaggi nei quali la presenza di almeno un diabetologo assicuri l’assistenza necessaria e che faccia godere il viaggio come a tutti gli altri.

Il nostro augurio ai viaggiatori

In ogni caso, anche se non si tratta di crociere, anche gite a visitare città, mostre o musei possono svolgere lo stesso compito di migliorare la vita. Basta creare itinerari nei quali i pasti si consumano presso locali con menu dedicati. Tutti staremmo meglio. Anche i ristoratori più intelligenti.

Se qualcuno decidesse di mettersi su questa strada, noi ne daremmo notizia con grande soddisfazione. Perché così manterremmo la promessa alla base della nascita de “Il diabetico felice”.